Beneficenza Dayavu Home

Potrei dire che sono sorpreso, ma non lo sono.
So che questa iniziativa è cominciata di pancia, a metà tra nostalgia e speranza, e trascinata su di un palco e poi nei corridoi, prima per sentito e dopo di mano in mano. Un po’ così è iniziata, un po’ per caso. E ora guardala, la beneficenza. Che è nostra. Solo nostra. E siamo ragazzi, solo, ma qualche cosa la possiamo fare, la dobbiamo fare, come fossimo gli unici in grado. Non è poi molto. E non lo salva, il mondo.
Ma sono 500 euro. Sono 42 mila e 500 rupie. Roba nostra, del nostro liceo, di più, di persone e persone.
Personalmente, questo è stato il progetto che mi ha portato accanto a ragazzi con cui non avevo mai parlato, con l’intesa venutasi a creare, la complicità spontanea verso un lavoro che vale. Non vi parlo di karma e queste cazzate, ti parlo di bene che tu dai a me e io di rimando.
Insieme, doniamo all’orfanotrofio.
Mi fa sentire strano, perché è una cosa grossa, alla fine. Mi fa sentire felice perché possiamo sperare che, insomma, qualcosa la si possa fare.
E il momento è ora.

P.s. Questo è il video che mostrerò loro là


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