Vado in India

Vado in India

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Vado in India.

Due mesi quest’estate.

Un mese di viaggio e un mese come volontario in un orfanotrofio del sud.

Parto il 19 giugno. Il 20, spero sarò già seduto sul tettuccio di un treno sovraffollato. Il 21 spero di aver già incontrato decine di persone con una pelle diversa, una fede diversa, diverse possibilità e cultura, ma un sorriso simile al mio. E spero di riuscire a portarne un po’ ai bambini che andrò ad aiutare, anche se già so che saranno loro ad aiutare me.

È un bel progetto ma è costoso. Quindi vendo tutto!

Dalle camicie, alle calze, le mutande (giuro di lavarle prima!), ho una Xbox360 che non uso da due anni: è come nuova. I miei vecchi fumetti, le carte dei Pokemon di quando ero bambino. Libri di ogni genere, dal Trono di Spade ai libri di scuola. C’è anche mio fratello ma non è in vendita, potete fargli da babysitter però, è adorabile.

Vi do anche il mio letto, è spazioso, a due piazze, scricchiola, non il massimo per farci le porcate. Oppure sì, dipende dai punti di vista.

La porta di camera mia, è arancione (il che mi ricorderà sempre di non far scegliere il colore delle porte a un bambino di 8 anni).

Oppure posso venire a tagliarvi l’erba, a cucinarvi la cena o a ripararvi la macchina… si, insomma, dovrei prendere almeno la patente prima.

Chiaramente scherzo, sdrammatizzo sul mio portafoglio/tana di ragni. Però, davvero, se qualcuno fosse interessato a una di queste cianfrusaglie, mi contatti. 🙂

Big up

***

E così tutto è iniziato. 30 Maggio 2013. Tre anni fa nessuno di noi, ed io meno di chiunque altro, sapeva cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Questo piccolo post era l’inconscio portale che precedeva tre mesi di volontariato, un’esperienza che mi avrebbe cambiato profondamente, un’iniziativa di beneficenza che coinvolse più di mille persone, un’iscrizione universitaria in India, la fondazione di una ONLUS e la pubblicazione di un libro, “Uno”.

Ma questo è il futuro.

Ripropongo queste righe spalancando una finestra sul passato ingenuo e ottimista di un ragazzo di vent’anni, pronto a scoprire la vita.

Riporterò qui ogni tutti post che ha seguito questo primo fino a culminare nella pubblicazione di “Uno”, così da proporre un viaggio nel tempo e riassumere quello che ci ha condotti dall’inizio e alla fine di questa storia.

A distanza di tre anni, potrete individuare tali cimeli dal seguente contrassegno: #TBUno

Salite con me su questo treno, che scorre all’indietro: si parte!

– In foto: Nicolò, tre anni fa, la notte prima della partenza, sotto la finestra di un bacio che non venne mai. Guardando in volto questo sbarbatello, credetemi, penso di dirgli la stessa cosa: “Ragazzo, non hai idea della vita incredibile che ti attende, da domani in avanti.”


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