Uno

Uno

Ero così contrariato all’inizio, quando la gente mi diceva che facevo la differenza, che ero migliore di molti politici, mi chiamavano “eroe”! Li prendevo, i complimenti, perché a tutti fanno piacere, ma non potevo che sentirmi impotente.

Si, giocavo con loro, li aiutavo con i compiti, con l’inglese e con i disegni, pregavo con loro e lavoravo la loro terra, ma la consapevolezza che con un battito di mani 1167186_10201277963984324_416048726_o (1)avrei potuto andarmene di lì in un giorno scavava il divario tra me e quei bambini. Ero incazzato.

Poi ho incontrato il ragazzo. Non quello della foto, questo è più grande, 13 anni, e non ve la racconto la sua storia perché è la più triste e non ce la meritiamo. Nessuno di noi.

Vi basti che non l’ho amato in modo diverso da come ho amato Giulia, da come amo mio fratello. L’amore è Uno. Le intenzioni sono diverse. E nessuno mi ha mai amato tanto quanto lui.

E dire che all’inizio pensavo di non piacergli, che a malapena mi salutava. Probabile che il momento cruciale sia stato quando un insetto l’ha punto sotto l’occhio -dio con le zampette direi- , nel mio sacchettone avevo per caso una pomata per le punture, forse per il modo in cui gli ho tenuto la testa.

La sera della mia partenza, quanto ha pianto, e gli ho tenuto la mano finché ho creduto si fosse addormentato, poi mi sono messo a impacchettare la mia roba nello zaino. Finisco, mi volto. E mi aveva osservato per tutto il tempo. Forse per non perdersi un secondo, non so. In lacrime, di quelle che si gonfiano nell’occhio e poi esplodono silenziose, sulle guance. Sono le lacrime migliori, no?

Gli ho passato la mano nei capelli, poi sono tornato ai preparativi e lui si è alzato per il bagno. Quando mi sono voltato ancora l’ho trovato sulla porta. Ho avuto la sensazione di essere stato il primo ad abbracciarlo in tutta la sua vita. Quegli abbracci che scavano, scambiano, trattengono.

Gli ho toccato il cuore e ho toccato il mio, sperando che le parole non servissero. Sperando che la mia semplice presenza potesse fare per lui davvero la differenza.

Il giorno dopo, da solo, ho pianto come non piangevo da… mai, credo. Almeno da quando ho i peli sulle gambe.

Ma so che ho un altro fratello ora, dall’altra parte del mondo e che dio lo benedica.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *